La città di Varese si trova in una posizione caratteristica, ai piedi del Sacro Monte di Varese che fa parte del Campo dei Fiori ed è sede di un osservatorio astronomico, nonché del Centro Geofisico Prealpino, una stazione meteorologica diretta in passato dal professor Salvatore Furia. La frazione che occupa la parte mediana della montagna prende il nome di Santa Maria del Monte in ragione del santuario medioevale, a cui si giunge tramite il viale delle cappelle del Sacro Monte. A segnare il margine più basso della città l'omonimo lago che la lambisce a livello di alcune frazioni. Varese è adagiata su sette colli: il Colle di San Pedrino (402 m), il Colle di Giubiano (407 m), il Colle Campigli (453 m), il Colle di Sant'Albino (406 m), il Colle di Biumo Superiore (439 m), Colle di Montalbano (411 m) e il Colle dei Miogni (492 m). Il territorio del comune risulta quindi essere compreso tra i 238 e i 1.150 metri sul livello del mare. L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 912 metri. La casa comunale si trova a 382 m s.l.m.

I monumenti di Varese sono costituiti da un ricco patrimonio storico-artistico, di cui quelli più antichi sono conservati nell'antico borgo.

  • Di particolare rilevanza è infatti la Basilica di San Vittore, edificata tra XVI e XVII secolo su struttura trecentesca: il presbiterio fu eretto nel 1542 e il corpo della chiesa su progetto di Pellegrino Pellegrini nel 1580.

Oltre al campanile barocco edificato tra il 1585 e il 1774, considerato uno tra i più belli della Lombardia, è da evidenziare la facciata neoclassica di Leopoldo Pollack (1751-1806) con colonne che sorreggono un arco a tutto sesto, dove due angeli di Ludovico Pogliaghi sovrastano il portale. Elegante è il tiburio ottagonale, sormontato da un lanternino di Giuseppe Bernascone, considerato il più grande architetto varesino seicentesco, che seguì tutti i lavori di ampliamento della basilica. Per quanto riguarda l'interno della chiesa è interessante invece notare come stili profondamente diversi tra loro si fondano armoniosamente: il presbiterio, di matrice "bramantesca", l'altare, esempio di barocchetto lombardo, opere al dettaglio in stile barocco, come le due casse d’organo. Pregevoli sono inoltre i dipinti di Carlo Francesco Nuvolone (1609-1662), di Francesco Cairo (1607-1665) e Giovanni Battista Crespi detto "Il Cerano" (1573-1632). Di lui è conservata nella Cappella di San Gregorio la celebre "Messa di San Gregorio" del 1615, considerato uno dei capolavori della pittura lombarda d'epoca borromea. Da evidenziare i 15 tondi dei Misteri del Rosario del Morazzone (1573-1626) e la Battaglia di Lepanto del genovese Bernardo Castelli (1557-1629). Notevole è pure il gruppo scultoreo dipinto della Madonna Addolorata e l'artistico organo tardobarocco.

  • A fianco della Basilica sorge l'antico battistero di San Giovanni Battista, eretto tra XII e XIII secolo. All'interno sono presenti testimonianze del preesistente edificio esagonale risalente all'VIII-IX secolo. Al centro, sopra la vasca battesimale del VII-VIII secolo, è la fonte ottagonale monolitica scolpita da un maestro campionese attivo tra il tra '200 e '300. Sull'altare una Madonna in trono e santi di maestro vercellese del XVI secolo.
  • Tra le altre chiese sparse in città sono da ricordare quella di San Martino, parte di un ex convento benedettino con affreschi di Francesco Maria Bianchi (1689-1757) e Pietro Magatti (1687-1765);
  • La chiesa di Sant'Antonio alla Motta, trasformazione di un edificio tardoquattrocentesco realizzata nel 1606-1614 da Giuseppe Bernascone (1565-1627) con interventi interni di Giuseppe Baroffio e opere di Giovanni Battista Ronchelli.
  • A ridosso della centrale piazza Monte Grappa sorge invece la chiesa di San Giuseppe, edificata come oratorio nel corso del 1504. L’interno è arricchito da preziosi affreschi seicenteschi di Giovan Battista Del Sole, Melchiorre Gherardini e Giovanni Battista Ronchelli, autore degli affreschi sulla parete del coro. La tela nella parete centrale, risalente alla prima metà del Seicento, è attribuita invece a Giulio Cesare Procaccini.
  • A poca distanza dal centro storico, in località Biumo Inferiore, sorge il santuario mariano della "Madonnina in prato", le cui prime notizie risalgono al 1574, in occasione di una visita pastorale nel borgo di San Carlo Borromeo. All'interno dell'edificio è conservato un pregevole affresco d'inizio '400, forse parte di un'edicola votiva, raffigurante la Vergine in trono con Bambino e numerosi affreschi di Antonio Busca risalenti al 1667. La facciata della chiesa fu eseguita invece tra il 1678 e il 1686 in pietra arenaria di Viggiù.
  • Sono da ricordare inoltre la chiesa di San Giorgio in località Biumo Superiore per alcuni affreschi del XIV-XV secolo e una "Adorazione con Bambino" di Pietro Magatti;
  • la chiesa di Santo Stefano a Bizzozero, pregevole esempio di romanico lombardo del X-XI secolo, epoca cui risale anche
  • l'oratorio della Schirannetta a Casbeno e
  • la chiesa di San Cassiano in località Avigno, quest'ultima caratterizzata da un affresco trecentesco su una parete esterna.
  • Degna di nota è infine la chiesa di Sant'Imerio - un tempo dedicata a San Michele Arcangelo - nel quartiere di Bosto, edificio risalente all'XI secolo con affreschi quattrocenteschi e un sarcofago in pietra scolpito dei sec. XI-XII.
  • Di particolare interesse storico-artistico è il Sacro Monte di Varese, importante complesso concepito nel tardo '500 da Giovanni Battista Aguggiari come sistemazione del preesistente percorso pedonale per il santuario di Santa Maria del Monte. Si tratta di una via sacra di circa due chilometri fiancheggiata da 14 cappelle votive che ripercorrono i misteri del Rosario. Realizzate a partire dal 1604 da Giuseppe Bernascone, dal 2003 il complesso è stato inserito con gli altri nove sacri monti di Piemonte e Lombardia nella lista UNESCO del patrimonio dell'umanità. Il percorso devozionale si conclude ad oltre 800 metri di altezza nell'abitato di Santa Maria del Monte. Qui spicca il santuario, sorto su una chiesetta di remote origini e realizzato dal 1472 su disegno di Bartolomeo Gadio. Il prezioso interno dell'edificio conserva affreschi di Giovan Mauro della Rovere e Antonio Busca.

 




 

 

 




 

 

 

 



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